GMG Toronto 2002

Una testimonianza

La Giornata Mondiale della Gioventù di Toronto è stata una esperienza di crescita per la vita di circa ottocentomila giovani che, come noi, hanno avuto la fortuna e la possibilità di parteciparvi.

Lo slogan della GMG consisteva in un motto evangelico che rivela la stima di Gesù nei confronti dei suoi apostoli: " voi siete il sale della terra e la luce del mondo " . Allo stesso modo anche il Papa ha dimostrato di scommettere sulle infinite potenzialità delle nuove generazioni affidando a queste il compito di contagiare, una volta tornati nelle rispettive comunità, i loro coetanei credenti o meno vivendo nella vita quotidiana quanto di bello avevano visto e vissuto.

La Giornata è stata per la città multietnica di Toronto e per la Chiesa Cattolica locale una grande testimonianza di come si possa vivere una vita cristiana con freschezza e gioia, a dispetto della tentazione di un cristianesimo abitudinario e fatto prevalentemente di precetti e di routine.

Canti e balli avevano invaso le vie del centro, la metro, gli autobus, le piazze e in modo più o meno opportuno cercavano spontaneamente di coinvolgere il maggior numero di persone possibile.

La gente del posto è rimasta molto colpita dal gran numero di giovani che ha fatto persino voli transoceanici per questa iniziativa. Pur potendo visitare e ascoltare il Papa senza troppo allontanarsi da casa, come nel caso di noi italiani, molti hanno seguito quest’uomo che nonostante le evidenti difficoltà fisiche continua ad avere uno spirito tanto giovane da essere all’altezza dell’assemblea che gli si poneva di fronte.

Essendo accorsa una tale moltitudine da ogni parte del mondo, inevitabili erano gli incontri con personaggi caratteristici (al limite del folkloristico) che davano un ulteriore tocco di colore al già eccezionale dispiegamento di bandiere, striscioni, bandane, berretti, ecc. che rendevano il clima della città carico di variopinta internazionalità (come le foto testimoniano).

A giornata conclusa noi che vi abbiamo preso parte possiamo dire che questa grande e nuova esperienza di Chiesa è stata capace di risvegliare in noi quell’essenzialità e quella semplicità di fede che tante volte sembrano svanire nella banalità del quotidiano.

 

 

Gabriele Ciceroni e Paolo Carbonari