|
Giornata degli ex alunni in Seminario |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
28 Novembre 2002 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La giornata degli ex-alunni del Seminario
Il 28 novembre è stata celebrata la tradizionale giornata degli ex-alunni del Seminario Vescovile di Senigallia, in occasione della festività della Madonna della Medaglia Miracolosa, titolare della cappella grande e patrona del Seminario.
I corridoi e le sale del Seminario il 28 novembre si sono rianimate e hanno risuonato dei passi e delle voci di tanti sacerdoti che si sono ritrovati per questo appuntamento annuale ricordando gli anni della loro formazione sacerdotale. Passi più lenti e più stanchi, voci più rauche, ma lo spirito sempre frizzante come allora. L’occasione è la celebrazione della festa della Madonna della Medaglia Miracolosa che da quasi 150 anni accompagna con il suo sguardo materno i passi dei giovani che si preparano al sacerdozio prima al Seminario dei portici Ercolani, dopo il terremoto del 1930 a Scapezzano, e dal 1954 nel Seminario nuovo. Quando regna un’aria di saluti, di "chiacchiere", di "come stai?", gli orari slittano e alle 10 si è potuto iniziare l’incontro che ha visto, dopo la breve preghiera iniziale, l’annuale relazione del Rettore. Il tema trattato il rapporto fra Pastorale Giovanile e la Pastorale Vocazionale. Una vera Pastorale Giovanile non può non avere intrinsecamente presente anche un’attenzione vocazionale. Valorizzando il contributo di alcuni esperti del settore è stato sottolineato in modo particolare che il cammino di fede di ogni giovane, per essere autentico, non può eludere ad un certo punto la ricerca della volontà di Dio e della propria personale vocazione. Il giovane potrà maturare una generosa disponibilità alla sequela di Gesù Cristo anche nella via del sacerdozio. Illustrando poi le nuove vie con le quali il Seminario continua il suo contributo alla vita della diocesi, il Rettore ha sottolineato che il Seminario non solo rimane il centro propulsore della pastorale vocazionale e un luogo significativo di riferimento, ma ha anche ribadito l’attualità della sua proposta formativa rivolta agli adolescenti, sviluppata e realizzata secondo le concrete situazioni sociali e culturali delle nuove generazioni. Anche attraverso il contributo di diversi sacerdoti è stata riconfermata la scelta di valorizzare la presenza del Seminario come via di formazione cristiana e di discernimento vocazionale. Successivamente ci siamo ritrovati insieme al nostro Vescovo nella cappella grande per la concelebrazione eucaristica. Prendendo lo spunto dal "protovangelo" del libro della Genesi, nell’omelia il Vescovo ha sottolineato l’importanza della figura di Maria nella vita del sacerdote invitando ad una sincera ed equilibrata devozione anche con la recita del Rosario. "Del resto, ricordava il Vescovo, proprio negli anni di seminario ci è stata sempre raccomandata una vera devozione mariana vissuta anche con questa preghiera popolare". Due lunghe tavolata hanno poi accolto tutti i sacerdoti per vivere un ultimo momento di fraternità attorno a dei piatti fumanti e gustosi, magari ricordando i magri e poveri pasti degli anni di seminario. Ha anche allietato la giornata la presenza di alcuni sacerdoti ex-alunni di altre diocesi, tra i quali don Benito Verdini di Fano e don Antonio Carloni di Urbino, ora a Roma. E’ stata una serena e vera giornata di fraternità e di amicizia e per un giorno lontano dalle fatiche ed alle preoccupazione pastorali.
Seminario e pastorale vocazionale relazione giornata ex-alunni 28 novembre 2002
premessa Mi sembra utile ricordare il senso di questa giornata. Essa ha avuto fin dall’inizio la caratteristica di un ritrovarsi insieme fra ex-alunni, ora sacerdoti, di questo Seminario nel ricordo degli anni della formazione in una festosa e serena esperienza di fraternità. L’occasione della festa della Madonna della Medaglia Miracolosa ci vede radunati anche nella concelebrazione eucaristica per rendere grazie a Colui che è la sorgente della propria vocazione al sacerdozio. Potremo anche chiamarla una pausa dagli impegni ministeriali per rinfrancarsi nell’incontro fraterno con i compagni di classe e di Seminario. Quindi una giornata non di aggiornamento e non di ritiro spirituale. Da qui il perché l’invito sia fatto dal Rettore. E’ vero che da un po’ di tempo essa ha sbiadito questa caratteristica per vari motivi, non ultimo quello che il luogo fisico del Seminario per molti di noi non è più il medesimo di quello della formazione. Ciononostante ritengo che la ragione originaria di questa giornata rimanga ancora oggi valida e possa rappresentare una vera esperienza di fraternità sacerdotale. I contenuti di questa giornata, allora, sono il Seminario stesso e la sua identità ecclesiale, il suo contributo alla Chiesa locale, la pastorale vocazionale e le vocazioni, come ad esprimere un desiderio di conoscere chi e quanti saranno coloro che prenderanno un domani il nostro posto nel ministero. introduzione Lo scorso Giovedì Santo 2002 il Vescovo ci consegnò una lettera nella quale richiamava l’attenzione alla cura delle vocazioni, e in particolare di quelle al ministero ordinato:
E ci indicava tre suggerimenti da valorizzare con entusiasmo nuovo: la preghiera per le vocazioni fatta anche dai giovani, che sono nell’età delle scelte; la sollecitudine nell’annuncio della proposta vocazionale anche attraverso l’omelia domenicale; la dedizione di tempo ed energie nell’accompagnamento spirituale personale per un serio discernimento vocazionale. In questi tre anni noi sacerdoti del Seminario abbiamo animato ormai 24 parrocchie e altre 8 in questo quarto anno, per un totale di 32. Devo ringraziare il Signore che mi ha permesso di conoscere tante comunità parrocchiali vive, tante iniziative pastorali, e anche tanta passione nel ministero da parte dei sacerdoti, pur in mezzo a fatica. Per me è un motivo di grande consolazione che mi aiuta moltissimo nel mio ministero. Ho incontrato anche tanti giovani e ragazzi ben disposti a percorrere una strada di adesione più radicale a Gesù, già pronti, per il cammino di fede fatto, a porsi in forma seria la domanda: che vuoi, Signore, da me? Come condurli, allora, verso quella totale disponibilità e generosità di Isaia: "Signore, se vuoi, manda me" (Is 6,8)? Cosa fare oltre a quanto già si sta facendo? E la domanda che il Vescovo ci trasmetteva nella sua lettera suscita in me riflessione e anche timore. Certo ritengo che la risposta non siano l’ansia e la preoccupazione sterile per il problema, ma una fervorosa e operosa animazione affinché, come diceva il Papa ai parroci romani il 24 febbraio scorso, "tutta la pastorale abbia una chiara ed esplicita impronta vocazionale".
A – pastorale giovanile e pastorale vocazionale I nostri vescovi al n. 51 degli Orientamenti Pastorali per gli anni 2000-2010, "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia", dicono: "Le nostre comunità sono chiamate a una grande attenzione e a un grande amore per i giovani. In questa direzione avvertiamo la necessità di un maggior coordinamento tra la pastorale giovanile, quella familiare e quella vocazionale: il tema della vocazione è infatti del tutto centrale per la vita di un giovane. Dobbiamo far sì che ciascuno giunga a discernere la forma di vita in cui è chiamato a spendere tutta la propria libertà e creatività: allora sarà possibile valorizzare energie e tesori preziosi. Per ciascuno, infatti, la fede si traduce in vocazione e sequela del Signore Gesù". Raccogliendo questo invito sia il CNV, nel suo convegno nazionale di gennaio 2003, sia il CRV, nel suo convegno regionale di domenica prossima 1 dicembre a Loreto, hanno posto come oggetto dei lavori la ricerca delle vie per una concreta collaborazione tra questi ambiti pastorali. Il nostro Vescovo, nella sua lettera pastorale, ci ha indicato i giovani come attenzione specifica per la nostra pastorale diocesana: "Occorre guardarli (i giovani) non come un problema, ma come dono e risorsa, senza aver paura di far loro proposte esigenti, radicalmente evangeliche, anche vocazionali". In questa giornata in cui ricordiamo i nostri anni di seminario e di formazione al sacerdozio, prendendo lo spunto da alcuni contributi di "esperti", vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcune riflessioni, anche accogliendo le linee che emergono dal programma 2002-2005 elaborato dalla pastorale giovanile diocesana.
1 - Una pastorale giovanile orientata "vocazionalmente" Per pastorale giovanile intendiamo il prendersi cura, da parte della comunità ecclesiale, dello sviluppo completo del giovane in modo che esso avvenga alla luce e secondo le direzioni della fede in Cristo, conforme ad un progetto che Dio ha per ciascuno. Cosi intesa, la pastorale dei giovani ha carattere "educativo", cioè promuove una crescita integrale della persona e il suo inserimento attivo in un contesto sociale e culturale determinato. Per la stessa ragione include la dimensione vocazionale non come aggiunta, ma come interna e sostanziale. Parliamo di vocazione infatti come di quel dialogo che ha luogo nella vita, per cui Dio fa conoscere il suo progetto attraverso la voce che risuona nella coscienza e attraverso le mediazioni; la persona, da parte sua, risponde mettendosi sempre più a disposizione di Dio. Questo dialogo è fatto certamente di momenti alti e straordinari; ma si svolge anche, e molto di più, come un continuum, nel quale appello e risposta si alternano quasi ad un ritmo quotidiano e in un tono ordinario. Il dialogo comincia con la chiamata alla vita compresa sempre di più nel suo senso e nelle sue possibilità; si rende più chiaro e pressante con l’approfondimento della fede; si determina ancora quando ci si orienta verso un progetto di esistenza nell’ambito del Regno. Come dovrà essere una pastorale giovanile intesa quale servizio di educazione alla fede dei giovani perché riesca ad animare un processo di maturazione vocazionale come quello descritto sopra?
2 - Una promozione vocazionale guidata da criteri pastorali Collochiamoci adesso sull’altro versante, quello della promozione vocazionale. Ci sono piani, strutture diocesane, incaricati, momenti specifici. Che può significare per essi assumere criteri pastorali? Come cosa prima e più evidente significa non circoscriversi prematuramente ad insistere su un motivo unico o a cercare un risultato settoriale. Bisogna abbandonare definitivamente la preoccupazione esclusiva di raccogliere candidati per un certo tipo di vita, e proporsi di rendere un dovuto servizio di orientamento ad ogni giovane: tutti hanno una vocazione e dobbiamo aiutarli a scoprirla e a rispondervi con generosità. Tutti sono chiamati e tutti debbono prendere la vita come invito a lavorare nel Regno. La sfida per la pastorale vocazionale è che ciascuno di quelli che essa convoca o incontra riesca a vedere il suo campo e modo di impegno, e sappia rispondere con consapevolezza matura e generosa. Per questo bisogna creare le condizioni adeguate nel soggetto. L’azione in favore delle vocazioni però non può limitarsi alla cura dei singoli. Deve invece favorire, in ambito ecclesiale e civile, una cultura vocazionale: cioè una visione della vita come dono e come servizio, piuttosto che un desiderio individuale di voler realizzare qualche cosa a cui si tiene o arrivare ad essere qualcuno. Una tale cultura vocazionale comporta alcuni atteggiamenti umani ed evangelici che sono fondamentali per un’opzione responsabile sulla linea del servizio: la capacità di gratuità e donazione, di relazione e dialogo, di collaborazione e condivisione.
3 - Conclusione La pastorale giovanile è fin dall’inizio orientata ad un obiettivo: rendere il credente attento alla chiamata del Signore e pronto a rispondergli. "Vocazionalizzare" tutta la pastorale è fare in modo che ogni sua espressione conduca la persona a scoprire il dono di Dio nella sua vita — la fede, l’appartenenza alla Chiesa, i doni specifici ricevuti, la propria vocazione - missione — e l’aiuti a riconoscerlo. a svilupparlo, a metterlo al servizio della comunità. La pastorale vocazionale, d’altra parte, è in tutto il suo sviluppo un cammino di crescita in responsabilità umana. di interiorizzazione della fede, di comprensione del Vangelo, di vissuto ecclesiale, di capacità, di impegno. Tanto la pastorale giovanile quanto quella vocazionale devono arrivare alle singole persone, suscitare una risposta responsabile; tutte due devono tener conto della totalità e unità della persona, e stimolare in essa uno sviluppo armonico. (tratto da un articolo di Juan E. Vecchi, NPG aprile 2002)
B - una pastorale giovanile "orientata" vocazionalmente
1 – Alcuni punti fermi
2 – Tappe significative
(da M. Spreafico, NPG aprile 2002)
3 - Per un verifica sulla "capacità" vocazionale di una comunità cristiana
(Da una relazione di J. Vecchi, Rettore Maggiore dei Salesiani)
C – il seminario Vorrei concludere con una riflessione sul senso e l’identità del nostro Seminario. Dal 1968 esso ha avuto una radicale trasformazione nella sua storia centenaria con il trasferimento della teologia prima e del liceo poi presso il Seminario Regionale di Fano. Questo avvenimento ha di fatto mutato anche lo specifico contributo che il Seminario per identità propria è chiamato a donare alla Chiesa locale: la formazione dei futuri sacerdoti. Oggi, è difficilmente applicabile quell’antico adagio che indicava il Seminario come "pupilla oculi" del Vescovo, perché attraverso di esso egli vedeva il futuro della propria Chiesa. Ma c’è un’altra situazione che ormai da due anni si è verificata: il nostro Seminario non ospita più adolescenti residenti per un accompagnamento vocazionale in vista dell’ingresso al Seminario Maggiore. Risulta evidente che la proposta formativa del Seminario non risulta desiderabile né attraente per adolescenti e famiglie. E’ da considerarsi superata quell’esperienza secolare che assumeva la responsabilità educativa a partire dalla preadolescenza in vista del ministero ordinato? E’ una riflessione che pongo alla vostra attenzione di sacerdoti della nostra diocesi, che hanno amato ed amano il Seminario, che vivono con gioiosa dedizione il loro ministero e che hanno a cuore le vocazioni, in particolare quelle al ministero ordinato. Certamente il Seminario continuerà, come del resto sta già facendo, la sua opera di accompagnamento vocazionale, nelle sue varie forme, e di animazione nelle varie comunità parrocchiali (vedi appendice 3). Continuerà, cioè, a proporre ai ragazzi, adolescenti e giovani che incontrerà la sequela del Signore come espressione di libertà in un contesto che mortifica la libertà a capriccio; continuerà a proporre loro la bellezza di decisioni definitive per il Signore nella via del sacerdozio, come generoso gesto di amore in risposta a Colui che chiama; continuerà a proporre la vocazione come grazia di elezione che salva e da senso alla vita; continuerà anche a proporre l’accompagnamento residenziale in Seminario come via per un maturo e sereno discernimento. Dopo un periodo non breve di sbandamento e di ricerca di una nuova e precisa identità ecclesiale del Seminario nell’ambito della Chiesa diocesana, si sta cercando di ridare spazio e respiro a questa presenza nel convincimento che il suo compito non può essere considerato esaurito. Nella relazione di due anni fa vennero individuati alcuni punti su cui convergere e realizzare l’attualità ecclesiale del Seminario, almeno dal punto di vista dell’edificio, coniando il temine di luogo-segno. A questo scopo alcuni spazi vengono adeguati alle nuove esigenze rendendoli sempre più idonei ed accoglienti. Anche i nuovi strumenti di comunicazione vengono valorizzati attraverso la creazione di un sito del Seminario all’indirizzo: www.seminariosenigallia.it.
Colgo l’occasione per ringraziare i benefattori e le parrocchie che, anche attraverso il sostegno all’opera della "Messa quotidiana perpetua ", sono di aiuto al Seminario. Appendice 1 Proposte per l’anno 2002 – 2003
A) iniziative di pastorale giovanile e vocazionale Esercizi spirituali vocazionali per giovani 21 – 22 - 23 marzo 2003 (a Loreto) I Sabati di Quaresima: il coraggio di scegliere (In Seminario dalle 17 alle 21,30) 15 marzo 2003 Qual è il tuo nome? 22 marzo 2003 E’ il Signore! 29 marzo 2003 Liberi per il Vangelo 5 aprile 2003 Decidersi per il Signore Veglia di preghiera per le vocazioni 10 maggio 2003 (in Cattedrale) Scuola della Parola 2° sabato del mese in Cattedrale dalle 21,30 alle 22,30 (dal 9 Novembre 2002) Gruppo Samuele I domenica del mese Accoglienza in Seminario di gruppi o singoli per giornate di spiritualità B) pastorale vocazionale
Settimana estiva 19-22 giugno 2003
5-6 aprile 2003
Appendice 2 La situazione delle vocazioni L’attuale situazione delle vocazioni nella nostra chiesa locale di Senigallia la possiamo così sintetizzare (le informazioni circa le vocazioni religiose possono essere imprecise): 1 Vocazioni maschili a - I nostri seminaristi diocesani al Maggiore di Ancona sono in totale 10:
b – 3 presso comunità religiose.
2 Vocazioni femminili in totale sono 3
Continua il cammino di discernimento di alcune giovani circa la possibilità dell’istituzione dell’Ordo Virginum nella nostra Chiesa locale. Appendice 3 Animazione vocazionale
Premesso che l’attenzione alla dimensione vocazionale della vita cristiana e alle vocazioni di speciale consacrazione da parte di una comunità parrocchiale non può essere delegabile, ma che la comunità stessa maturerà facendosi promotrice nella vita quotidiana di questa attenzione, per "animazione vocazionale" si intende l’opportunità di risorse e strumenti offerti per ravvivare all’interno della pastorale ordinaria una specifica attenzione alla prospettiva vocazionale. Le vie percorribili possono essere:
Perché l’attività di animazione vocazionale possa in qualche modo incidere nella comunità parrocchiale sarà necessario:
Non da ultimo la presenza di un animatore vocazionale sacerdote può agevolare quelle conoscenze e dialoghi con le singole persone a cui, se d’interesse, poter proporre itinerari specifici per un discernimento vocazionale.
|