Esperienza a Monte Quemado - Argentina

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Progetto Monte Quemado

 

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montequemado@seminariosenigallia.it 

 

Una serie di circostanze hanno fatto sì che il paese di Monte Quemado, situato al Nord dell’Argentina, in una delle regioni più povere, nell’estate 2003 diventasse il luogo di un’esperienza di missione per alcuni giovani, che concludevano un tempo di servizio presso il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana.

Altri giovani si sono interessati a vivere un’esperienza analoga ed è nato questo progetto.

 

Premessa

L’icona biblica scelta è tratta dal passo della seconda lettera ai Corinzi (capp. 8 e 9) in cui S. Paolo sollecita i cristiani di Corinto ad essere generosi nella colletta organizzata dall’apostolo per la Chiesa di Gerusalemme. In particolare due versetti possono dare l’orizzonte in cui collocare questo progetto:

“Conoscete la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (8,9);

“Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza, né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia” (9,6-7).

 

Dal Magistero della Chiesa abbiamo scelto due passi nei quali si suggerisce ai cristiani e alle comunità l’apertura alla missione universale come necessaria conseguenza dell’impegno di fedeltà a Gesù Cristo e al suo Vangelo.

“Poiché il Popolo di Dio vive nelle comunità, specialmente in quelle diocesane e parrocchiali, ed in esse in qualche modo appare in forma visibile, tocca anche a queste comunità render testimonianza a Cristo di fronte alle Genti… Sarà quindi utilissimo mantenere i contatti con i missionari che in esse hanno avuto origine, o con una parrocchia o con una diocesi di missione, perché divenga visibile l’unione tra le comunità con il vantaggio di una reciproca edificazione” (AG 37);

“Esorto tutte le Chiese… ad aprirsi all’universalità della Chiesa… Le Chiese locali debbono mantenere in concreto questo senso dell’universalità della fede, dando e ricevendo dalle altre chiese doni spirituali, esperienze pastorali, di primo annuncio e di evangelizzazione, personale apostolico e mezzi materiali” (RMi 85).

 

Obiettivi

Gli obiettivi che ci siamo dati in questo progetto si pongono a diversi livelli.

1 – A livello del singolo partecipante l’obiettivo è vivere un’esperienza di missionarietà mettendo a disposizione di un’altra comunità cristiana le proprie capacità e la propria persona per un determinato tempo. La ragione prima che deve motivare questa scelta è la fede in Gesù Cristo e l’esigenza di vivere, almeno qualche momento, la radicalità del Vangelo mettendosi a disposizione degli ultimi, perché Gesù Cristo si è fatto lui ultimo. Per cui l’esperienza non può essere configurabile come “vacanze intelligenti”, né come filantropia, ma come carità che richiede il metter in gioco se stessi.

2 – Il secondo obiettivo, che è il più importante e che caratterizza specificatamente il progetto, è quello di offrire una concreta opportunità alla nostra Chiesa diocesana e alle nostre comunità parrocchiali di aprirsi alla Chiesa universale, assumendosi in qualche modo una certa corresponsabilità nella comunità parrocchiale di Monte Quemado. Il progetto si caratterizza, perciò, come esperienza prettamente ecclesiale e diocesana. Pertanto saranno perseguite modalità di collaborazione con l’Ufficio Missionario, con la Caritas diocesana e d’intesa sempre con il Vescovo.

3 – Il terzo obiettivo, da perseguire gradualmente nel tempo, è quello di istaurare una modalità di scambio di doni fra le due comunità cristiane che possa diventare permanente. Nel tempo si potrebbe arrivare ad una permanenza più prolungata di alcuni laici (giovani e famiglie) e di sacerdoti secondo la modalità dei “fidei donum” presso la parrocchia di Monte Quemado. Allo stesso modo si potrà prevedere l’accoglienza nelle nostre comunità di persone provenienti da Monte Quemado che potranno arricchirle della loro esperienza di Chiesa che vive con una storia e in contesti diversi, ma sempre nell’unica e medesima Chiesa di Cristo.

 

Formazione

Il rischio sempre presente che è insito in esperienze di questo tipo è di viverle con uno spirito “neocolonialista”. Sarà invece necessario che il gruppo di partecipanti si inserisca come compagni di strada nella vita concreta della comunità di Monte Quemado. Perciò è necessario un periodo di formazione durante il quale ognuno maturi nella propria sensibilità ecclesiale sia come membro della nostra Chiesa diocesana sia come dono alla comunità di Monte Quemado.

Ci si avvarrà del corso di formazione organizzato dai Missionari Saveriani di Ancona, organizzato proprio con l’intento di aiutare in una corretta impostazione dello spirito missionario di chi decide di essere solidale con il Sud del mondo, vivendo un’esperienza di missione.

Il gruppo di partecipanti si incontrerà anche insieme mensilmente per maturare uno spirito di fraternità attraverso momenti di preghiera comune e di informazioni su alcuni aspetti anche pratici.

 

Sensibilizzazione

Al fine di coinvolgere le varie comunità parrocchiali, almeno quelle di appartenenza dei partecipanti, d’intesa con il Parroco, si prenderanno alcune iniziative di sensibilizzazione con incontri nei vari gruppi presenti nella parrocchia. Si proporrà anche qualche attenzione a specifiche situazioni e necessità della comunità di Monte Quemado, che possono essere di tipo sociale, ecclesiale, economico, con materiale di informazione e la raccolta di materiale che possa risultare di aiuto.

 

Note organizzative

1 – Finanziamento

I costi dell’esperienza (viaggio e permanenza) saranno affrontati personalmente da ciascun partecipante. Saranno invece organizzate alcune specifiche attività per finanziare qualche progetto suggeritoci da Monte Quemado.

2 – Tempi

La durata dell’esperienza è, in questa fase, di circa un mese. Per questo anno 2004 il mese andrà dalla fine di luglio alla fine di agosto.

3 – Coordinatore

Sarà necessario individuare una figura che coordini le varie attività e mantenga i contatti fra i vari partecipanti, con la diocesi, con le parrocchie e le altre realtà coinvolte, con la parrocchia di Monte Quemado e, se necessario, con la diocesi di Añatuya.