Esperienza a Monte Quemado - Argentina

2003

Archivio fotografico

 

 

Progetti di collaborazione con la parrocchia di

Monte Quemado

 

Con il paese di Monte Quemado, situato al Nord dell’Argentina, nella provincia di Santiago del Estero, una delle regioni più povere di tutta la nazione argentina, nell’estate 2003 si è aperta una collaborazione che continua anche per questa estate, quando 6 giovani e un sacerdote ritorneranno per rafforzare il gemellaggio sia culturale, religioso ed economico.

I progetti che P. Marcello Birarelli, il parroco di Monte Quemado, ci ha suggerito sono:

ü      Campagna di alfabetizzazione biblica con l’obiettivo minimo di consegnare ad ogni famiglia il Nuovo Testamento (1,5 € per 1000 famiglie).

ü      Fornire di campane le 4 chiese sparse per i vari rioni del paese. Ogni campana ha un costo minimo di 1100 €.

ü      Fornire di alcune panche l’ultima cappella costruita in un nuovo rione (20 € per 30 panche).

ü      Coprire il costo della colazione quotidiana che la scuola parrocchiale offre ai circa 400 bambini dai 3 ai 14 anni per una spesa di circa 4000 € all’anno. La scuola è frequentata dai figli delle famiglie più povere sia perché si fidano dei maestri (nelle scuole pubbliche ci sono stati diversi casi di abusi o di disinteresse) sia perché la scuola offre la colazione gratuitamente (per alcuni bambini è l’unico pasto del giorno).

ü      Per far fronte ad una richiesta sempre più numerosa da parte delle famiglie, quest’anno la scuola è stata ampliata di altre due aule e dei relativi banchi di scuola e la spesa è stata di circa 1200 €.

ü      I giovani che si recheranno a Monte Quemado fra le varie attività animeranno con i giovani del luogo alcune iniziative per i ragazzi sul tipo del nostro oratorio. Molti ragazzi, anche se vanno a scuola, poi rimangono abbandonati a se stessi per tutto il resto della giornata.

ü      Nel paese sono anche presenti alcune suore che fra le varie attività di promozione umana, in particolare della donna, attraverso vari corsi di diversi tipi, offrono due volte la settimana un pasto a circa 400 bambini fino a 7 anni e alle loro mamme.

 

 

I 6 giovani frequentano un corso di spagnolo offerto dalla scuola di lingue “Academy of english” di Senigallia, p.za Roma.

 

 

 

Presentazione della situazione dell’Argentina

letta da P. Marcello Birarelli

 

1 – Dal punto di vista religioso

E’ famosa la religiosità popolare dell’America Latina e l’Argentina non sfugge alla regola. Più che religione è devozione nel senso che per un santo, per Dio e la Madonna un giorno o più sono disposti a qualsiasi sacrificio, ma non giunge alla vita di tutti i giorni. Per qualcuno questa devozione basta per tutto l’anno; c’è un forte senso di superstizione, di fatalismo; si crede pure alle forze occulte. Insomma è una mescolanza di tante devozioni e superstizioni, per cui è difficile lavorare per la poca perseveranza e convinzione. C’è pure una certa rassegnazione che è più un abbandono, un lasciarsi andare, pigrizia, comodità che confidenza in Dio.

 

2 – Dal punto di vista sociale

Al principio la persona argentina è aperta, generosa, ospitale… poi se non sei utile o generoso tu, si chiude in sé, per cui fra di loro non c’è collaborazione, solidarietà. Un fatto strano: si rubano fra di loro, però fra i poveri; sempre dicono di sì, però in genere è no. Il tempo per loro non ha molto valore, non si rispettano quasi mai gli orari. Difficilissimo farli lavorare insieme per l’individualismo e l’egoismo; se da una collaborazione possono trarre un beneficio ti aiutano e si aiutano, diversamente ti dicono che non hanno tempo.

 

3 – Dal punto di vista economico

Per una ingiustizia sociale sfacciata la maggioranza della gente è povera; ha poco lavoro, mal pagato; non si rispettano le leggi del lavoro: tutti, compresi molti dipendenti dello Stato, lavorano in nero, senza nessun beneficio. Molti non conoscono i soldi: ricevono per il lavoro generi alimentari o altre cose. Il 60% vive e lavora per sussistere… e basta.

 

4 – Dal punto di vista politico

Si vive in una democrazia di nome, però di fatto no. La corruzione è giunta a tal punto che tu, se vuoi vivere, devi votare a quello che ti compra, o ti da qualcosa. Non si sono elezioni veramente libere, ma puoi votare a quello che ti compra o ti darà un posto di lavoro. La gente, per l’assistenzialismo politico, è come se vivesse in una dittatura, è dipendente, non è veramente libera. Per cui i politici eletti, non sono veramente eletti, ma si scelgono e fanno quello che vogliono perché tanto il partito di governo lo protegge e coprirà tutti gli abusi, per cui pochi sono ricchissimi, molti poverissimi.

 

5 – Dal punto di vista della salute

Vivono i più forti: non ci sono controlli seri, né per l’acqua, né per la carne. L’ospedale è appena un pronto soccorso. Non ci sono medicine all’ospedale, nelle farmacie costano moltissimo; per curasi nessuno può comprarle. L’assistenza medica è ridotta al minimo. L’ospedale più vicino è a 170 Km con strade in cattivo stato.

 

Conclusione

Da questa situazione grave e critica si può immaginare che lavoro importante e serio spetta alla Chiesa Cattolica. La gente confida solo nella Chiesa e ricorre continuamente a lei per tutto. Un lavoro difficile, continuo, che fa soffrire molto (incomprensione dei ricchi, persecuzione dei politici, calunnie di altri gruppi religiosi), ma un lavoro umile, missionario… tanto che sarebbe di questa povera gente senza la Chiesa? Un lavoro duro, duro, ma pieno di benedizioni, grazie e frutti.

 

Dateci una mano!

P. Marcello B.

 

 

CRONACA di VIAGGIO

 

1- Senigallia - Monte Quemado 38 ore di viaggio, questa è la distanza che ci separa da Padre Marcello Birarelli. Questa la durata del viaggio che un sacerdote della nostra diocesi Don Luciano Guerri e i tre ragazzi dell’Esperienza di Servizio Volontario Eugenio, Francesco e Lorenzo hanno percorso per andare a far visita a Padre Marcello.

Padre Marcello vive in Argentina come parroco di Monte Quemado, provincia di Santiago dell’Estero (Nord Argentina) da ventotto anni. Era andato per sostituire un suo confratello per alcuni mesi, poi i casi della vita e la missione a cui il Signore l’ha chiamato l’hanno trattenuto in quel luogo per così tanto tempo.

Monte Quemado è una cittadina di 12.000 abitanti e vi sono due parrocchie, a Padre Marcello sono affidate circa 8.000 anime. La parrocchia è organizzata su sei cappelle di quartiere presso le quali si celebra una messa a settimana e dove il gruppo di catechisti del quartiere, che anima la vita della comunità, organizza le attività di catechesi.

I catechisti sono le braccia, il corpo della parrocchia; composto da adulti e giovani, si occupano dell’evangelizzazione di base e dell’educazione religiosa. Nel corso della nostra visita ci sono stati due momenti di particolare intensità, vissuti dalla comunità di Monte Quemado, che ci hanno fatto gustare l’intensità e la grazia che lo Spirito Santo riversa su queste persone.

Il primo momento: la festa della Vergine del Calvario il 14 e 15 agosto, un momento di devozione popolare che mobilità ogni anno migliaia di pellegrini provenienti da tutta la regione e da alcuni villaggi delle regioni vicine. Tutta la comunità partecipa alla realizzazione di questo momento, i giovani che fanno il cordone alla processione, e che rifocillano i pellegrini, gli adulti e gli anziani che preparano i luoghi per accogliere i commercianti (per la fiera che si svolge contestualmente).

Il secondo momento: la celebrazione dei sacramenti del battesimo e dell’eucarestia presso le piccole comunità che vivono nel mezzo della selva. Dato lo stato disastroso delle comunicazioni queste comunità ricevono la visita del loro parroco soltanto due o tre volte l’anno. In occasione di queste visite si celebrano i battesimi, l’eucarestia e, se vi sono, eventuali matrimoni. I ragazzi del gruppo missionario precedono di un giorno la visita del parroco organizzando degli incontri di catechesi per preparare i destinatari dei sacramenti e le loro famiglie.

Alcune parole vanno spese per introdurre l’ambiente economico, sociale e politico di questa area dell’Argentina. All’opposto dell’Italia o dell’Europa in Argentina i “terroni” si trovano a Nord, nel senso che le provincie del nord sono quelle più povere ed economicamente meno forti. La gente di Monte Quemado è prevalentemente meticcia, si riconoscono in molti volti l’origine indio degli antenati. L’economia, per quella che esiste, è in mano ad un piccolo gruppo di famiglie di origine Libanese – una scoperta che sto facendo in questi giorni è che i libanesi sono i ricchi dei poveri, li trovi ovunque e ovunque si trovano a capo di attività imprenditoriali. Sono i possessori del bosco con proprietà che si estendono per migliaia di ettari, sono i proprietari delle falegnamerie dove il legname viene lavorato, con tecnologie che fanno affidamento sulla sola forza fisica, infine sono i proprietari dei supermercati presso cui i loro dipendenti si riforniscono.

A chiudere il cerchio il malgoverno, il 14 settembre si sarebbero svolte le elezioni per la carica di intendente di Monte Quemado (l’equivalente del nostro sindaco), a contendersi la poltrona due giustizialisti. Abbiamo assaggiato cosa sono le elezioni in questo paese, che tra l’altro passa da un’elezione all’altra con pochissime pause (un po’ come avviene in Italia), entrambi i candidati si affannano a comprare voti, e il mercato è tutt’altro che tenuto nascosto, anzi in vero dovremmo parlare di “supermercato”. Il cortile delle abitazioni dei due candidati erano affollati come il parcheggio di un nostro supermercato, famiglie in attesa di scambiare la promessa di voto per del cibo, la promessa di un lavoro o di altro.

 

 

 

2 - Quest’esperienza mi ha fatto toccare con mano una differente condizione di vita che noi italiani non riusciamo sempre a concepire, perché la vita di ogni nostro giorno ha alla base l’individualismo e un ritmo frenetico. Tutto ciò conduce ad apprezzare solo le materialità e ci distacca dalla fede nel Signore che matura nello stare insieme, nella solidarietà, nel perdono, nella condivisione e nell’amore a Gesù Cristo incarnato nel prossimo. Tutto questo a Monte Quemado si può cogliere con più facilità e, se dedichiamo maggiori attenzioni alle persone fin dalle cose più semplici, lo si può sperimentare ogni giorno.

 

Eugenio Gregorini